
INTRODUZIONE GENERALE TEMATICA ESG
Nel corso degli ultimi anni il mondo finanziario ed economico si è avvicinato maggiormente a tematiche di pubblico interesse, in particolare ai temi legati alla sostenibilità. Quanto detto ha portato le imprese a valutare le proprie performance integrando i metodi valutativi economici tradizionali con gli indicatori ESG, acronimo di “environmental”, “social” e “governance”, misurando quindi il rispetto e la virtuosità aziendale nei confronti dell’ambiente, della società e degli interessi dei vari “stakeholders”: tutto ciò non ha valenza esclusivamente da un punto di vista etico, ma costituisce nel lungo periodo un vantaggio competitivo di primaria rilevanza per l’azienda, in quanto gli investitori stessi sono influenzati da tali parametri nelle proprie decisioni di investimento. Ne è testimonianza il fatto che già nel 2019 il 40% degli investitori istituzionali in Europa ed il 46% in Italia era attenta alle tematiche ESG (fonte: www.mercer.it) quando ponderava le proprie decisioni di investimento.
ACRONIMO
L’acronimo ESG è formato dai seguenti criteri:
- “E” di environmental, sono criteri ambientali che valutano come un’azienda si comporta e rispetta l’ambiente nel quale è collocata e l’ambiente in generale, non solo in relazione al proprio ciclo produttivo. Difatti, sono considerati a titolo esemplificativo i valori relativi all’inquinamento produttivo, allo smaltimento dei rifiuti e via discorrendo;
- “S” di social, sono parametri che monitorano l’impatto sociale ed esaminano quest’ultimo in relazione al territorio, al capitale umano aziendale interno inteso come dipendenti, al capitale umano esterno ovvero fornitori, clienti e più in generale con le comunità con cui l’impresa opera o si relaziona. Segue che vengono esaminate le relazioni aziendali esistenti a 360°;
- “G” di governance, sono i principi che animano una corretta e sana gestione aziendale ispirata a buone pratiche di lavoro, a principi etici, al rispetto delle normative vigenti. In tal senso sono monitorate le retribuzioni, il rispetto dei diritti del personale, la trasparenza comunicativa nelle decisioni sociali e delle scelte aziendali, l’inclusione delle minoranze e così via.
EVOLUZIONE STORICA
I parametri ESG hanno radici lontane nel tempo ma hanno assunto una rilevanza via via crescente quando sono stati standardizzati al fine di valutare l’operato aziendale, rendendoli quindi condivisibili e comparabili sul mercato: tutto ciò ha fatto sì che la libera scelta aziendale di adottare dei comportamenti virtuosi sia diventata oggetto di valutazione da parte delle agenzie di rating e dell’opinione pubblica. Inoltre, con il passare degli anni sono stati gli stessi enti regolatori sovra nazionali ad inserire tale tassonomia nelle nuove normative, di fatto richiedendo un completo adeguamento da parte delle aziende operanti sul mercato: a titolo esemplificativo si ricorda che nel 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il programma d’azione “Agenda 2030” per lo sviluppo sostenibile, articolato in 17 macro-obiettivi, Sustainable Development Goals, da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale: l’Unione Europea ha assunto l’impegno di guidarne la fase di attuazione, mediante l’integrazione degli obiettivi menzionati nelle politiche europee stesse. Per questo motivo è facile comprendere gli incentivi e i trattamenti preferenziali offerti a comportamenti aziendali virtuosi quali, ad esempio, il finanziamento di attività sostenibili o investimenti volti a favorire un riposizionamento strategico rispetto alla sostenibilità aziendale o al rischio climatico; oppure considerando questa tematica collegata agli investimenti obbligazionari, il lancio e il successivo incentivo dei cosiddetti “green bond” e “social bond” che coniugano l’interesse sociale, dato che creano valore per la società nel suo complesso, con quello economico delle singole imprese.
CREAZIONE DI VALORE
Si è arrivati quindi a definire un nuovo concetto di creazione di valore aziendale non più esclusivamente limitato e circoscritto al singolo interesse economico di profitto, ma orientato ad un benessere collettivo: infatti, la sostenibilità ambientale e sociale del processo produttivo sono elementi ritenuti ora essenziali sia per preservare la qualità del prodotto o del servizio offerto, ma anche per non danneggiare tutta la comunità circostante. Inoltre, le aziende con una valutazione ESG elevata verranno percepite dal mercato come meno rischiose: l’evidenza empirica dimostra che quest’ultime beneficeranno di un costo del capitale inferiore rispetto alla concorrenza, sfruttando un merito di credito migliore e riuscendo così ad attrarre nuove risorse finanziarie ed umane. Tali capitali possono essere prontamente reinvestiti al fine di favorire l’innovazione, avere una maggiore efficienza dei processi produttivi, gestionali, lavorativi e un’ulteriore riduzione del rischio d’impresa: viene così a generarsi per l’impresa una creazione di valore continua, un circolo virtuoso che andrà ad auto-alimentarsi nel corso del tempo.
CODICE ETICO
In ultimo, per fornire una migliore comprensione al lettore e orientarlo nel concreto, si riporta l’estratto di un Codice Etico aziendale di una multinazionale italiana del settore agrifood, molto attiva in merito alle tematiche inerenti all’ESG: “... nello svolgimento delle proprie attività, la società si impegna a salvaguardare l’ambiente circostante e a contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio ... si impegna a operare nel rispetto della normativa vigente in materia ambientale, applicando le migliori tecnologie disponibili al fine di minimizzare l’impatto ambientale diretto e indiretto ... si pone l’obiettivo di sensibilizzare i dipendenti e i collaboratori esterni sulle tematiche ambientali, programmando uno sviluppo delle proprie attività volto a promuovere iniziative, azioni e programmi di miglioramento per una diffusa tutela dell’ambiente attraverso una concreta politica ambientale.”
A cura di: Mattia Christian Scioli, Dottore Commercialista
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